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una guida completa per capire cosa sta succedendo al tuo ginocchio – e come possiamo aiutarti

Dolore al ginocchio: cause, sintomi e quando farsi visitare



dott. Francesco Impellizzeri – dott. Carmelo Giurato – dott. Jacopo Tudisco

Ambulatorio Ginocchio – Ortopedia

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Quanto è frequente il dolore al ginocchio

Il dolore al ginocchio — tecnicamente chiamato gonalgia — è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi in assoluto. Colpisce persone di ogni età: i giovani e gli sportivi per traumi e lesioni, gli adulti e gli anziani per usura progressiva della cartilagine.

Il ginocchio è l’articolazione più grande del corpo e una delle più sollecitate: supporta tutto il peso corporeo ad ogni passo, salita, discesa. È anche una delle più vulnerabili, perché la sua stabilità dipende da un sistema complesso di legamenti, menischi, tendini e cartilagine che possono cedere sia per un trauma improvviso che per un logorio graduale.

La buona notizia è che nella grande maggioranza dei casi il dolore al ginocchio ha una causa precisa e trattabile. Identificarla per tempo cambia il percorso terapeutico — e spesso evita l’intervento chirurgico.

Perché il ginocchio fa così male

Il ginocchio connette il femore (osso della coscia) alla tibia (osso della gamba) ed è stabilizzato da quattro legamenti principali — due collaterali e due crociati — che controllano i movimenti e proteggono dall’instabilità. Tra le superfici ossee si trovano i menischi, due strutture fibrocartilaginee che funzionano da ammortizzatori. La rotula scorre davanti all’articolazione e protegge i tendini del quadricipite.

Quando uno qualsiasi di questi elementi è danneggiato — per trauma, usura, infiammazione o degenerazione — il dolore è il primo segnale. La sua sede, il suo tipo e i movimenti che lo scatenano sono informazioni preziose per il medico nella fase diagnostica.

Il gonfiore è sempre un segnale da non ignorare. Quando il ginocchio si gonfia — soprattutto se rapidamente dopo un trauma — significa che c’è un versamento di liquido nell’articolazione. Può indicare una lesione del menisco, dei legamenti o una frattura. Va valutato.

Le patologie più frequenti che trattiamo

L’Ambulatorio Ginocchio del Centro Medico Santa Panagia è specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle principali patologie del ginocchio, sia di origine degenerativa che traumatica.

Gonartrosi (artrosi al ginocchio)

Degenerazione della cartilagine con dolore meccanico, gonfiore, rigidità e scricchiolii. La patologia degenerativa più frequente dopo i 50 anni. Il trattamento può essere conservativo o chirurgico (protesi) a seconda dello stadio.

Lesione del menisco

Dolore acuto, impotenza funzionale e gonfiore, spesso dopo una torsione brusca. La diagnosi si completa con risonanza magnetica. Il trattamento va dalla fisioterapia all’intervento artroscopico.

Lesione dei legamenti crociati

Dolore intenso, sensazione di cedimento e instabilità, gonfiore rapido. Frequente negli sportivi. La lesione del crociato anteriore richiede spesso ricostruzione chirurgica nei pazienti attivi.

Condropatia

Usura della cartilagine con dolore, gonfiore e limitazione nei movimenti. Le condropatie di quarto grado richiedono trattamento chirurgico. Quelle di grado inferiore rispondono bene alla terapia conservativa.

Deviazioni assiali (varo e valgo)

Ginocchio valgo (a X) e ginocchio varo (a parentesi) sono deformità che alterano il carico sull’articolazione e accelerano l’usura cartilaginea. Il trattamento è personalizzato in base all’età e alla gravità.

Tendiniti e borsiti

Infiammazione del tendine rotuleo (ginocchio del saltatore) o della borsa sinoviale (ginocchio della lavandaia). Dolore localizzato, gonfiore e calore. Rispondono bene al trattamento conservativo.

Trattiamo anche le lesioni traumatiche acute. Distorsioni, fratture da stress, lesioni legamentose dopo trauma sportivo o caduta: l’Ambulatorio Ginocchio accoglie sia pazienti con patologie croniche che pazienti con lesioni acute che necessitano di inquadramento diagnostico urgente.

Come riconoscere i sintomi

La sede e il tipo di dolore sono informazioni importanti. Descriverle bene al medico accelera la diagnosi.

Dolore davanti al ginocchio, attorno alla rotula

È il segnale tipico della sindrome femoro-rotulea o di una tendinite. Peggiora scendendo le scale, accovacciandosi, dopo una lunga posizione seduta. Frequente negli sportivi e negli adolescenti in crescita.

Dolore interno o esterno al ginocchio

Può indicare una lesione meniscale o dei legamenti collaterali. Se compare dopo una torsione con un caratteristico “click” e si accompagna a gonfiore nelle ore successive, è opportuna una valutazione urgente.

Dolore diffuso con rigidità mattutina

È il quadro tipico della gonartrosi. Il ginocchio “si scalda” con il movimento ma peggiora dopo sforzi prolungati. Con il progredire della malattia il dolore compare anche a riposo e di notte.

Sensazione di cedimento o instabilità

La sensazione che il ginocchio “vada fuori” o ceda sotto il peso del corpo è un segnale di instabilità legamentosa. Può indicare una lesione del crociato anteriore o posteriore, da non trascurare.

Gonfiore rapido dopo un trauma

Un ginocchio che si gonfia entro poche ore da una caduta o una torsione ha quasi certamente un versamento ematico (emartro) — segno di una lesione strutturale che richiede valutazione ortopedica urgente, con radiografia per escludere fratture.

Quando andare subito dal medico

⚠️ Rivolgiti al pronto soccorso se hai:

  • Dolore intenso dopo una caduta o un trauma diretto con impossibilità di caricare il peso
  • Gonfiore rapido e marcato entro 1-2 ore dal trauma
  • Deformità visibile del ginocchio o della gamba
  • Ginocchio bloccato che non riesce né a flettersi né a estendersi
  • Febbre associata a gonfiore e calore del ginocchio 

In tutti gli altri casi — dolore cronico, gonfiore ricorrente, rigidità progressiva, instabilità — la visita ortopedica specialistica è il passo corretto. 

Come funziona la visita ortopedica all’Ambulatorio Ginocchio

La visita ortopedica specialistica per il ginocchio segue una struttura precisa che permette di arrivare a una diagnosi nella maggior parte dei casi in un’unica seduta.

1. Anamnesi. Il medico raccoglie la storia del disturbo: quando è comparso, se c’è stato un trauma, come si manifesta il dolore, cosa lo peggiora e cosa lo allevia, se ci sono stati episodi precedenti.

2. Esame obiettivo. Una serie di test clinici specifici — manovre di Lachman, McMurray, varo-valgo stress test — permettono di valutare la stabilità legamentosa, l’integrità meniscale e lo stato cartilagineo. L’esperienza dello specialista è determinante.

3. Eventuale prescrizione di esami strumentali. Se la visita clinica non è conclusiva: radiografia in carico per valutare l’assetto osseo e il grado di artrosi, risonanza magnetica per legamenti, menischi e cartilagine, ecografia per tendini e borse.

4. Piano terapeutico. Terapia conservativa (fisioterapia, infiltrazioni, farmaci), trattamento ambulatoriale, o indicazione chirurgica nei casi che lo richiedono — preferibilmente con tecniche artroscopiche mini-invasive.

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